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Pipistrello

Si può dire che non esista persona la quale non riconosca immedia­tamente un Pipistrello, il crepuscolare o notturno mammifero volante che, per le sue strane forme, ha ridestato nell'Uomo, fin dalla notte dei tem­pi, orrore e superstiziosi timori. Eppure questi animali, appartenenti al­l'Ordine Chirotteri, che significa con mani alate, sono in genere di inestimabile utilità per l'Uomo. La loro sgradevole apparenza è invece un meraviglioso adattamento degli organi alla funzione .Il loro volo vellutato è diretto da strutture per l'emissione e la captazione degli ultrasuoni, un sistema cioè di ecolocalizzazione che l'uomo solo di recente è riuscito a realizzare con i radar ed i sonar. Ancora una volta la diversificazione tra i vari componenti dell'Ordine sta nella mole più che nelle forme; le poche varianti di dettaglio sono per lo più riconosciute solo dagli specialisti. Fra tutti, i più grandi appartenenti al Sottordine Megachirotteri, le Volpi volanti sono quelle che ci impressionano più favorevolmente quando le osserviamo per la prima volta. Nonostante abbiano struttura comune a tutti i Pipistrelli, la loro grandezza non aumenta il nostro disagio in proporzione, ma il loro musetto simile a quello di una Volpe concentra la nostra attenzione, so­prattutto se l'animale è intento a mangiare della frutta, stando nella sua buffa posizione a penzoloni, capo in basso. Il loro nutrimento è costi­tuito dalle frutta che nelle Isole della Sonda e in Malacca ove vivono reperiscono in abbondanza.
Di non minori dimensioni è il Rossetto egiziano; con altre specie frugivore simili esso ha una distribuzione che va dall'Africa all'Asia meridionale e all'Arcipelago Malese. Gli Pteropi dalla testa grigia ed altri frugivori di grandi dimensioni sono invece australiani.
Caratteristici Megachirotteri di piccole dimensioni sono il Macro-glosso minimo ed altre specie distribuite dall'Asia all'Australia e alle Isole Oceaniche. Simili tra loro, hanno una particolare conformazione della bocca e della lunga lingua che li rende atti a nutrirsi prevalente­mente del polline dei fiori, come i Colibrì americani.
Ben diversa è l'impressione destata e non a torto dai molto meno grossi Vampiri veri americani che non superano i 30 cm di ampiezza ad ali spiegate. Il loro aspetto poco invitante, il loro volo silenzioso e, soprattutto, la loro sgradita abitudine di nutrirsi esclusivamente del sangue di altri animali ha fatto sorgere innumerevoli e fantasiose leggende.
In realtà i Vampiri veri dell'America intertropicale hanno la pessima abitudine di provocare con i loro denti aguzzi delle punture indolori e superficiali, mai però nei grandi vasi sanguigni. Da queste sgorga il sangue del quale essi si nutrono lambendolo (erroneamente si riteneva che il sangue venisse succhiato attraverso i denti canalicolati). Le loro vittime sono sovente gli animali domestici come cavalli e bovini, rara­mente il pollame e ancor più raramente l'uomo. Il vero danno non è provocato dagli irrilevanti « salassi », ma dalla trasmissione delle malat­tie infettive, tra cui la cosiddetta Rabbia degli erbivori. I Rinolofi, il maggiore o Ferro di cavallo maggiore e il minore o Ferro di cavallo minore sono Pipistrelli europei che si differenziano per le dimensioni. Raggiungono rispettivamente una lunghezza di 70 e di 37 mm e un peso di 18-25 grammi e dai 3,5 ai 10 grammi. Come in tutti i Pipistrelli, tra il braccio, le dita della mano (escluso il pollice con unghia uncinata che è libero), le zampe posteriori fino al piede (anch'esso libero) e la coda, si estende una lamina cutanea legge-rissima e resistente, detta « palagio », che consente loro il volo. In posi­zione di riposo stanno appesi per le zampe posteriori a capo all'ingiù e si avvolgono completamente nel patagio. I Rinolofi, come precisa il nome, sono una Famiglia i cui componenti hanno sul naso delle membrane che formano un ciuffo, differente a seconda delle specie. Le appendici foliacee nasali dei Ferro di cavallo ricordano appunto l'aspetto di tale oggetto. Il loro habitat è localizzato nelle foreste o comunque nelle zone alberate. Durante l'inverno si rifugiano dentro grotte, miniere, cavità naturali, solai e cantine di edifici isolati e, come tutti i Pipistrelli europei, cadono in letargo. D'estate gli stessi rifugi vengono occupati ma in prossi­mità dell'ingresso. Entrambe le specie suddette volano di sera tardi e per tutta la notte, in basso (tra uno e tre metri dal suolo), a caccia di insetti. Il volo del maggiore è pesante, simile a quello delle farfalle notturne; quello del minore è più rapido con le ali che vibrano ad altis­sima velocità, è zigzagante e mai planato, come è talvolta quello dell'altra specie. L'arrivo in. un punto di fermata avviene con una strana capriola che consente loro di appendersi con le zampe posteriori. Nelle brevi soste raramente si appende con i pollici, come invece fanno frequentemente molti Megachirotteri. II Pipistrello nano, il più piccolo Pipistrello europeo, pur non pesando più di 3-7 grammi, ha corporatura robusta. Di colore scuro ed uniforme, lo si rinviene spesso in mezzo alle abitazioni e in città, ma anche in aperta campagna, dove talvolta vive. D'inverno, quando va in letargo si rifugia in tronchi cavi, nelle fessure, nelle rocce o presso l'ingresso delle cavità naturali. D'estate sosta negli edifici, perfino sotto le tappezzerie. Vola veloce, serpeggiando, ad un'altezza di due, sei e talvolta anche di dodici metri dal suolo e pure con vento forte, ma mai quando piove. È gregario ed esclusivamente insettivoro.