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Ippopotami Tra gli animali che hanno sempre maggiormente colpito l'immaginazione umana, per la loro mole e per quel senso di pesante potenza che ispirano fin dalle epoche più remote, dobbiamo ricordare l'Ippopotamo. Questo mastodontico animale, un tempo diffuso in Europa, in Asia ed in Africa — frequenti infatti sono i rinvenimenti di resti fossili anche in Italia — è oggi presente solamente in Africa nelle aree sud-sahariane. Non crediamo necessario doverci soffermare a lungo sulla descrizione dell'Ippopotamo e particolarmente di una delle due uniche specie esistenti, quella più nota appunto perché più diffusa e più grossa, cioè l'Ippopotamo vero e proprio o Ippopotamo anfibio. Il nome « Ippopotamo » deriva dall'antico nome con il quale i Greci chiamavano questo animale, il cui significato è « Cavallo di fiume ». Presso le popolazioni arabe esso è indicato con il termine di « Bufalo d'acqua », ma forse il nome più appropriato rimane quello con il quale erano soliti definirlo le popolazioni dell'antico Egitto : « Maiale d'acqua ». Infatti, dato lo stretto grado di parentela esistente tra l'Ippopotamo ed il Maiale, ambedue appartenenti al Sottordine Suiformi, essi si rassomigliano molto anche nell'aspetto. Sicuramente gli stessi motivi che suggerirono tale nome agli antichi Egizi spinsero, dopo circa 3000 anni, un contadino del XX secolo, in occasione della sua prima visita ad uno Zoo, ad esclamare, guardando ammirato un Ippopotamo : « Che bellezza se anche il mio maiale fosse così grosso! ». Quando si parla di un Ippopotamo, chiunque vedrà nella propria immaginazione quell'animale grosso, massiccio, dalla testa sproporzionata, dalla bocca enorme armata di grossi denti, sguazzante nell'acqua di un fiume o comodamente sdraiato in mezzo al fango, lasciando che questo si dissecchi al sole; ma la visione può essere errata perché alla stessa Famiglia, quella degli Ippopotamidi, oltre che l'Ippopotamo descritto, con i suoi 4 metri e 50 di lunghezza e più di 3000 kg di peso, appartiene anche un altro Genere, anch'esso rappresentato da una sola specie, l'Ippopotamo pigmeo. Al contrario del precedente questo « piccolo » Ippopotamo, scoperto dalla scienza solamente nel secolo scorso, non supera in lunghezza i 2 metri ed il suo peso si aggira intorno ai 4 quintali. Si può concludere perciò che l'Ippopotamo pigmeo, pur essendo grosso in senso assoluto — un animale di 4 quintali non può davvero pretendere di passare inosservato o di essere scambiato con un lillipuziano — in senso relativo come da noi è stato premesso, al confronto dell'Ippopotamo anfibio diviene realmente quel « pigmeo » che pretende di essere. Come l'Ippopotamo pigmeo si differenzia nella mole ed alquanto nella forma dall'affine Ippopotamo anfibio, così si differenzia anche nella distribuzione geografica e nelle abitudini di vita. Presente solamente nell'Africa occidentale, dalla Nigeria alla Sierra Leone, anche se buon nuotatore ed amante quindi dell'acqua, esso preferisce passare gran parte del suo tempo ad errare nelle foreste umide, isolato, alla ricerca del cibo. Infatti questa specie, dalle carni molto apprezzate dalle popolazioni locali e pertanto esageratamente perseguitata, presenta abitudini notturne e al contrario dell'« anfibio » ama la solitudine. La palma per la mole, tra i Perissodattili (dal greco « dita impari »), Ordine rappresentato da sole tre Famiglie e da pochi Generi, è detenuta di gran lunga dai Rinoceronti. Tra questi primeggia il Rinoceronte bianco, che, dopo l'Elefante, può essere definito il più grosso Mammifero vivente in terra; tra i Mammiferi acquatici invece i primati sono detenuti da alcuni Cetacei. |
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