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Mantide religiosa ![]() Premettiamo (e ne riparleremo, trattando delle cure parentali) che la Mantide -religiosa è una mamma esemplare e previdente. Essa non espone le proprie uova ai rigori dell'inverno, abbandonandole nude all'aperto, ma costruisce una meravigliosa casetta con un materiale isolante ed impermeabile che essa stessa produce. Le uova si trovano così racchiuse in tante cellette, circondate da altre piccole concamerazioni costituite da zone schiumose, piene di aria. Al di sopra delle logge contenenti le uova sono disposte delle lamine arcuate, embricate tra loro come le tegole di un tetto. L'involucro, chiamato « ooteca » (cioè « astuccio delle uova »), è quanto di più perfetto si possa immaginare per consentire agli embrioni di affrontare la cattiva stagione; ma la fuoriuscita delle neonate e l'attraversamento della zona rivestita da quelle piccole tegole strettamente addossate l'una contro l'altra, potrebbero costituire una notevole difficoltà se consideriamo che le Mantidi hanno le robuste zampe anteriori munite di una duplice fila di spine e terminanti con un lungo ed appuntito uncino. Questo ingombrante apparato sarebbe di grave impaccio al momento della nascita e finirebbe con l'ostacolare l'uscita dall'ooteca, impigliandosi tra le lamelle arcuate. È per questo che le Mantidi, quando vengono alla luce, sono imbacuccate in una veste neonatale che, tenendo ben fasciati i voluminosi artigli, permette alle piccine di scivolare lentamente tra le lamine dell'astuccio. Avviluppate nel loro abitino, le neonate hanno un aspetto che richiama alla mente quello di minuscoli, pallidi pesciolini. Ma, appena superato l'ostacolo, prima ancora di staccarsi completamente dalla casetta edificata dalla mamma, le « man-tidine » si esibiscono in una serie di abili contorsioni che hanno lo scopo di liberarle rapidamente dalla veste neonatale. Così esse, appena venute al mondo, si affrettano a cambiare abito per la prima volta e mettono subito in mostra i piccoli, ma già efficientissimi artigli. |
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