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Cavalletta


Un altro esempio, non molto dissimile da quello delle Mantidi, ci viene offerto dalle Cavallette. Anche in questo caso le uova sono protette da un involucro costruito dalla madre che, introducendo l'addome nel terreno, man mano che ovodepone, emette un liquido che agglutina tutto intorno le particelle di terra. Si forma così un solido cannello che ha la funzione di ooteca. Le Cavallette hanno le zampe posteriori adatte al salto, molto lunghe e spinose. Guai se all'uscita dall'uovo questi Insetti, nella loro ascesa sotterranea lungo il cannello, si trovassero impacciati da queste ingombranti appendici! Anche le piccole Cavallette sono dun­que avvolte in una sottile veste che consente loro di raggiungere più facilmente il coperchio che chiude l'involucro terroso. Quindi esse, lavo­rando a gruppetti, uniscono i loro sforzi per sollevare questo tappo di terra che le tiene ancora prigioniere. Nell'impresa che le porterà alla con­quista della luce, esse adoperano un rigonfiamento del collo in cui afflui­sce il sangue, la cosiddetta « ampolla cervicale » destinata a scomparire dopo l'uso. Finalmente, guadagnata la libertà, con il primo faticoso atto della loro esistenza, le piccole che altrimenti, così fasciate, non potreb­bero neanche saltare, si spogliano, abbandonando l'ormai superfluo abito neonatale.